Le foto delle Università di Milano, Bologna e Torino
Cuore freddo, cuori caldi - La finta occupazione a Torino in video
L’opposizione, dopo la batosta elettorale e le tensioni interne, non riesce a trovare un’immagine, un mito, una visione che riscaldi il cuore dei suoi militanti. Forse anche per questo cuore freddo non riesce a guardare con il necessario distacco critico le agitazioni studentesche, le cui manifestazioni stanno tracimando verso episodi di violenza. Guarda il video di Palazzo Nuovo "occupato" - Guarda le foto delle università - Leggi Calma ragazzi

L’opposizione, dopo la batosta elettorale e le tensioni interne, non riesce a trovare un’immagine, un mito, una visione che riscaldi il cuore dei suoi militanti. Forse anche per questo cuore freddo non riesce a guardare con il necessario distacco critico le agitazioni studentesche, le cui manifestazioni stanno tracimando verso episodi di violenza. I giovani, si sa, il cuore l’hanno caldo e sembrano aver trovato un’occasione per dare sfogo a confusi sentimenti di ribellione. Forze politiche responsabili, pur nel fuoco di una battaglia di opposizione, non dovrebbero perdere il senso della loro funzione che, in particolare nel rapporto con i giovani, ha anche un risvolto educativo.
Continuare a insistere sull’insegnamento dei principi costituzionali va bene, ma bisognerebbe anche illustrarne l’ovvio corollario che inibisce l’uso di metodi violenti nella lotta politica. Se in un fase dominata dalla preoccupazione per le prospettive dell’economia la protesta studentesca si trasforma in un problema di ordine pubblico, le conseguenze possono essere preoccupanti, non per il governo, ma per la capacità della politica di interpretare e guidare i processi reali. L’idea che l’agitazione giovanile spinta al di là dei limiti possa diventare un surrogato della fragilità dell’opposizione politica non è solo un errore tattico, ma la scelta di una prospettiva illusoria. La transigenza verso comportamenti inaccettabili, la rinuncia a esercitare la critica della ragione è un brutto sintomo di debolezza.